Verso un Natale consapevole

Luce e ombra si intersecano per questo passaggio fondamentale dell’anno.

Il 25 dicembre è il Dies Natalis Solis Invicti, il “Giorno di Nascita del Sole Invitto” che segna la rinascita del Sole, imbattuto dalle tenebre che, nonostante la loro espansione non possono spegnere la forza della luce che ricomincia ad espandersi proprio dal 25 dicembre.

Infatti tra il solstizio di inverno del 21 dicembre e il 24 dicembre il Sole è per così dire “fermo”. Sono tre giornate di durata pressoché identica. Il 25 dicembre è il primo giorno visibilmente più lungo, il giorno della vittoria del Sole sulle tenebre appunto.

Questo giorno celebrato nella tradizione pre-cristiana è stato poi scelto come giorno per celebrare la nascita di Gesù. Anche egli simbolo di luce e di amore universale. Questo ci ricorda come ogni religione si basi sul sincretismo, cioè con la contaminazione ed evoluzione dei culti precedenti.

Il 25 dicembre celebriamo quindi la risalita verso la luce, sia essa quella del Sole, quella di Gesù o quella di chi si preferisce. Questo giorno infatti ci ricorda che ogni volta che andiamo a fondo arriva il momento di risalire, che ogni ciclo ha un suo inizio e una sua fine e che ogni volta ci aspetta l’evoluzione verso nuovi livelli di consapevolezza, come ci ricordano le geometrie sacre della vita.

Cogliamo quindi l’occasione come Anima della Terra, per farvi i migliori auguri. Possa il vostro cammino essere sempre di più nella luce, nella consapevolezza e nella gioia.

Per portare nuova energia e forza abbiamo preparato molti eventi per entrare nel nuovo anno con grande consapevolezza.

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Qualcosa di brutto che in realtà è molto bello?

Un nuovo modo per vedere la vita
Vi è mai capitato di vedere qualcosa di brutto e sentire che è in realtà molto bello?

Non sto parlando di eventi catastrofici o disastri naturali. In quel caso è davvero molto difficile. Sto parlano delle piccole brutture quotidiane, come i palazzoni di cemento, le ruote scoppiate dei tir sull’autostrada, le pubblicità dei supermercati, o il trentenne sfatto con voce biascicante che ti chiede 50 centesimi all’uscita della stazione di Genova Brignole.

A volte queste cose mi danno fastidio. Ma ci sono giorni, in cui tutto sembra tornare al suo posto. È una sensazione che sale dentro, una sorta di consapevolezza che qualsiasi cosa succeda, qualsiasi bruttura noi possiamo incontrare o possa capitarci c’è un qualcosa di assoluto, di magnifico che va al di là ed è bellissimo. La vita.

[blockquote text=”‘…il vivere assume un colore diverso, più nitido e vivido'” text_color=”EAAA00″ width=”” line_height=”undefined” background_color=”” border_color=”” show_quote_icon=”no” quote_icon_color=””]

Giorni in cui il vivere assume un colore diverso, più nitido e vivido, come le foto fatte con la giusta esposizione ad un bel tramonto di sole.

Giorni in cui appare chiaro che tutto quello che succede al mondo ha senso. Come se il vento della coscienza spazzasse via quel senso di ineluttabile sconforto che a volte si prova di fronte all’apparente ineluttabilità di difficoltà e disgrazie.

Giorni in cui appare chiaro che la vita si muove lungo geometrie sacre, che possono essere capite se viste nel loro insieme, come un quadro di Van Gogh che non si apprezza guardando la singola pennellata, ma allontanandosi e vedendo la magnificenza del caos esprimersi in un insieme armonico e significativo.

Ci sono giorni in cui riusciamo a vedere che tutto ciò che ci succede fa parte di un qualcosa di più grande, di ordinato, di sensato. Ogni evento è sincronico, come ci ha insegnato Jung e tutto serve a farci crescere, a farci fare esperienze indispensabili per acquisire forza, consapevolezza ed iniziare a vivere la nostra vita con gioia e determinazione. Fondamentali per attivare il nostro processo di autorealizzazione.

[blockquote text=”‘La magnifica perfezione algoritmica del respiro di un passero su di un ramo d’inverno.'” text_color=”” width=”” line_height=”undefined” background_color=”” border_color=”” show_quote_icon=”no” quote_icon_color=””]

Questa è la coscienza unificata, come quando guardiamo il Tao e lo vediamo nella sua interezza, apprezzandone l’equilibrio. Tutto è uno, nelle sue innumerevoli sfaccettature. Attraverso questa comprensione possiamo raggiungere soddisfazione, gioia e forza, sentendo la pienezza che ci fa capire la bellezza delle piccole cose. La magnifica perfezione algoritmica del respiro di un passero su di un ramo d’inverno.

Per questo lavoriamo ogni giorno per ampliare la nostra coscienza.

(scritto da Valerio Verrea)

I crepacci della nostra vita, storia dall’Himalaya

La vita a volte ci mette davanti a difficoltà.

Ero sull’Himalaya di ritorno dalla vetta dello Stok Kangri, la cima più alta della catena dello Zanskar, in Ladakh, la regione del Kashmir indiano al confine con la Cina, paradiso di stupa e templi buddisti.
Ero salito fino alla vetta di 6.178 metri con una fatica terribile per via dell’aria rarefatta e delle mie scarse doti alpinistiche ed ora ero sul cammino del ritorno. La guida era rimasta indietro insieme ad altri partecipanti all’escursione ed io, “sapendo la strada” ero andato avanti, solo.

Forse avevo sopravvalutato il concetto di “sapere la strada”. Su un ghiacciaio a 5.400 metri di altezza le cose possono essere alquanto inaspettate. Per qualche ragione la strada che mi ricordavo non era la stessa che avevo fatto all’andata. All’improvviso mi trovo davanti ad un crepaccio. Non era grande, circa un metro, da saltare.

Un metro non é tanto, si salta benissimo… quando sei al sicuro saltando da bambini due linee tracciate sul marciapiede. Un metro può diventare un incubo se al di sotto di questo c’é un abisso del quale non si vede il fondo ed un qualsiasi banale errore può condurre ad una morte certa e atroce.

A volte la vita ci porta davanti a queste situazioni. Situazioni di incertezza, dobbiamo saltare, dobbiamo lasciare andare la sicurezza di ciò che sappiamo e conosciamo per volare al di là di ciò che ci sta limitando. Quante volte ci é successo? Relazioni tossiche che dovevamo chiudere… Lavori terribili che dovevamo lasciare… situazioni dalle quali uscire per riveder le stelle, ma in mezzo la paura. La paura di non farcela, di non sapere come andare avanti di cadere in un qualcosa da cui non saremmo potuti uscire.

[blockquote text=”Era il limite tra il panico e le capacità infinite che abbiamo dentro di noi.” text_color=”” width=”” line_height=”undefined” background_color=”” border_color=”” show_quote_icon=”no” quote_icon_color=””]C’é stato un momento, davanti a quel crepaccio, solo, in cui ho avuto paura. Era il limite tra il panico e le capacità infinite che abbiamo dentro di noi. Dovevo decidere. Rimanere lì, perso su un ghiacciaio a 5.400 metri sperando che qualcuno prima o poi si accorgesse della mia mancanza e venisse a salvarmi prima dell’assideramento, oppure attivare l’archetipo del guerriero e fare la cosa più semplice, un salto che facevo sin da bambino, ma ora nelle condizioni più rischiose.

Come dal profondo di me stesso una forza é salita, un mix di emozioni tra rabbia e determinazione, lotta primordiale per la vita. É stato un attimo, passi che si muovevano da soli, per istinto, come guidati da un angelo o da qualcosa si superiore. Uno, due, tre… ed ero dall’altra parte. Ho iniziato a ridere, un profondo senso di euforia irreale mi ha pervaso. Ero vivo, sano e libero!

[blockquote text=”…i soli limiti sono nella nostra mente.” text_color=”” width=”” line_height=”undefined” background_color=”” border_color=”” show_quote_icon=”no” quote_icon_color=””]Quante volte questo ci succede nella nostra vita? Ed é in quei momenti che devi sempre ricordare che dentro di te ci sono risorse infinite, sei capaci di ogni cosa, e allosa vai, viaggia gioisci, costruisci la tua vita al di là di ogni ostacolo, perché i soli limiti sono nella nostra mente.

(Valerio Verrea)

La vita come geometria sacra

Tutto nell’Universo si muove in armonia e la natura si esprime in forme complesse, mai identiche ma sempre coerenti con uno schema chiaro.

Allo stesso modo se guardiamo dentro di noi, la nostra vita anch’essa segue percorsi di geometrie sacre. Se osserviamo l’evolversi della nostra vita vediamo percorsi a spirale di ripetizione con situazioni simili ma ogni volta leggermente diverse, che ci sono servite ad imparare. A volte spirali molto lunghe, quasi dei cerchi, a volte molto rapide che in pochi giri ci hanno portato all’obiettivo come la spirale di Fibonacci.

Le nostre relazioni si muovono a stelle con reti di persone intorno a noi, complesse come nel fiore della vita o più semplici come nella stella a cinque punte. Stelle e cerchi che interagiscono ed evolvono insieme creando la magia della vita che viviamo, che assaporiamo ogni giorno con le sue fragranze infinite di dolce ed amaro.

Tutto ciò che vediamo fuori é anche parte di noi, dentro, e ci aiuta a crescere. La nostra coscienza evolve inesorabilmente. Quindi siamo liberi di affidarci, perché tutto ciò che succede ci porta inesorabilmente verso la coscienza e la consapevolezza. Questa é la geometria sacra della vita!

Valerio Verrea

Incontrare uno Sciamano Messicano: Don Lauro

Ho incontrato Don Lauro diversi anni fa, quando vivevo in Messico, a San Cristobal de las Casas.

San Cristobal é una bellissima cittadina del Chiapas, circondata da montagne, piantagioni di caffè e comunità zapatiste. A quel tempo praticavo sciamanesimo già da diversi anni. Avevo già incontrato alcuni “curanderi” (i guaritori dell’America Latina) in Peru, in Messico cercavo però qualcosa di speciale.
Era ormai giugno, ed ero di ritorno dal sacro deserto di Wirikuta. Avevo viaggiato fino al nord del paese seguendo la chiamata di un lunedì mattina.

Mi ero svegliato sentendo di dover andare al deserto, trovare un maestro e il peyote che chiarissero il mio cammino. Nonostante il viaggio incredibile, una notte nel deserto da solo, l’arcobaleno che ha fatto capolino tra i cactus, non avevo trovato né il peyote, né il maestro. O quantomeno questo era quello che diceva la mia testa.

Così ero tornato in Chiapas. Quel giorno passeggiando per l’Andador de Guadalupe, la via centrale di San Cristobal incontro Greta, una ragazza Messicana che avevo visto di sfuggita un paio di volte e non avevo potuto ignorare per i suoi incredibili occhi verdi incastonati in un magnifico viso mestizo e circondato da liscissimi capelli corvini. Come se mi conoscesse da sempre mi saluta senza un ciao ma con la frase: “Te vas al taller a la montaña?”. Quale “taller” (seminario)? Quale montaña?
Don Lauro ha regresado y celebra el solsitcio de verano en su montaña sagrada”, mi saluta e sparisce. “Don” chi??

A volte quando siamo duri a capire il destino non si dà per vinto. Come se niente fosse persone iniziano ad incrociare la mia vita regalandomi pezzetti della storia di un grande “Hombre Medicina” a comporre il puzzle di lui nella mia mente.

Don Lauro è uno sciamano, “hombre medicina”, appunto. È nato in chissà quale comunità delle aspre montagne del Chiapas e, da quello che si dice, portato in Tibet a otto anni da qualche monaco venuto a recuperarlo tra i nativi chiapanechi… maestro di Kung Fu… Karate… che qualche anno prima ha preso una discarica su una montagna e l’ha trasformata in una riserva chiamata “Mirador”… boh…

Arrivo al Mirador, un insieme di case ordinate in cemento con i muri color vinaccia. Mi avvicino a un gruppo di persone vestite da lavoro con gli stivali di gomma ai piedi. Alcuni nativi altri “mestizos”. Chiedo permesso, mi presento e dico che vorrei incontrare Don Lauro.

Dal gruppo di nativi un uomo alto circa un metro e sessanta con i capelli neri a spazzola, un po’ tracagnotto con la faccia segnata, mi guarda “Aqui està!! Don Lauro de la Cruz!!”. Lo guardo un po’ stupito, questo ometto in stivali di gomma sarebbe il grande maestro?! Dò un’occhiata alle altre persone presenti che confermano. Mi scuso, lui mi accoglie amabilmente.

Qui inizia uno delle esperienze che più hanno cambiato la mia vita.
Don Lauro lavora con le energie quantiche. Non è facile capire il suo lavoro con la logica. Parla, a volte molto, a volte pochissimo. Quello che cambia è la vibrazione. Con lui in un attimo ci si sintonizza sull’amore e la compassione unendo la consapevolezza degli antichi Maya alla saggezza del buddismo e all’intelligenza del cuore.

Mi piacerebbe molto organizzare un viaggio per tornare ad incontrarlo. Se ti piacerebbe partecipare invia un messaggio con il modulo qua sotto.

Modulo di contatto

Costellazioni Familiari a Genova

Domenica 19 novembre ci siamo incontrati a Genova nello studio dell’amico Francesco Bertino, osteopata, maestro di Qi-Gong e consulente 5 Leggi Biologiche.

Un grande grazie a tutte e tutti i partecipanti, é stata una giornata molto intensa dove potevi sentire profondamente l’impegno e la voglia di crescere.
Con le Costellazioni Familiari abiamo esplorato temi personali, lavorativi, di coppia e familiari, portando alla luce prospettive nuove e nuove soluzioni. Siamo tutti usciti molto felici con la voglia di vedere i frutti di questo lavoro nella vita quotidiana, assaporandone la gioia, sentendo di essere sulla strada giusta.

Siamo pronti a continuare questo lavoro per offrire a sempre più persone questo la possibilità unica di beneficiare di questo strumento così efficace.

Se vuoi scoprire le prossime date vai al nostro calendario cliccando qui:

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Se vuoi saperne di più contattaci:

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