I crepacci della nostra vita, storia dall’Himalaya

La vita a volte ci mette davanti a difficoltà.

Ero sull’Himalaya di ritorno dalla vetta dello Stok Kangri, la cima più alta della catena dello Zanskar, in Ladakh, la regione del Kashmir indiano al confine con la Cina, paradiso di stupa e templi buddisti.
Ero salito fino alla vetta di 6.178 metri con una fatica terribile per via dell’aria rarefatta e delle mie scarse doti alpinistiche ed ora ero sul cammino del ritorno. La guida era rimasta indietro insieme ad altri partecipanti all’escursione ed io, “sapendo la strada” ero andato avanti, solo.

Forse avevo sopravvalutato il concetto di “sapere la strada”. Su un ghiacciaio a 5.400 metri di altezza le cose possono essere alquanto inaspettate. Per qualche ragione la strada che mi ricordavo non era la stessa che avevo fatto all’andata. All’improvviso mi trovo davanti ad un crepaccio. Non era grande, circa un metro, da saltare.

Un metro non é tanto, si salta benissimo… quando sei al sicuro saltando da bambini due linee tracciate sul marciapiede. Un metro può diventare un incubo se al di sotto di questo c’é un abisso del quale non si vede il fondo ed un qualsiasi banale errore può condurre ad una morte certa e atroce.

A volte la vita ci porta davanti a queste situazioni. Situazioni di incertezza, dobbiamo saltare, dobbiamo lasciare andare la sicurezza di ciò che sappiamo e conosciamo per volare al di là di ciò che ci sta limitando. Quante volte ci é successo? Relazioni tossiche che dovevamo chiudere… Lavori terribili che dovevamo lasciare… situazioni dalle quali uscire per riveder le stelle, ma in mezzo la paura. La paura di non farcela, di non sapere come andare avanti di cadere in un qualcosa da cui non saremmo potuti uscire.

[blockquote text=”Era il limite tra il panico e le capacità infinite che abbiamo dentro di noi.” text_color=”” width=”” line_height=”undefined” background_color=”” border_color=”” show_quote_icon=”no” quote_icon_color=””]C’é stato un momento, davanti a quel crepaccio, solo, in cui ho avuto paura. Era il limite tra il panico e le capacità infinite che abbiamo dentro di noi. Dovevo decidere. Rimanere lì, perso su un ghiacciaio a 5.400 metri sperando che qualcuno prima o poi si accorgesse della mia mancanza e venisse a salvarmi prima dell’assideramento, oppure attivare l’archetipo del guerriero e fare la cosa più semplice, un salto che facevo sin da bambino, ma ora nelle condizioni più rischiose.

Come dal profondo di me stesso una forza é salita, un mix di emozioni tra rabbia e determinazione, lotta primordiale per la vita. É stato un attimo, passi che si muovevano da soli, per istinto, come guidati da un angelo o da qualcosa si superiore. Uno, due, tre… ed ero dall’altra parte. Ho iniziato a ridere, un profondo senso di euforia irreale mi ha pervaso. Ero vivo, sano e libero!

[blockquote text=”…i soli limiti sono nella nostra mente.” text_color=”” width=”” line_height=”undefined” background_color=”” border_color=”” show_quote_icon=”no” quote_icon_color=””]Quante volte questo ci succede nella nostra vita? Ed é in quei momenti che devi sempre ricordare che dentro di te ci sono risorse infinite, sei capaci di ogni cosa, e allosa vai, viaggia gioisci, costruisci la tua vita al di là di ogni ostacolo, perché i soli limiti sono nella nostra mente.

(Valerio Verrea)